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Sono appena tornato dal Libano, e mi porto dietro, come al solito, parecchi ricordi. Il più forte è quello di una piccola e maledetta macchina di morte, un cilindretto nero, poco più grande di un accendino, che ho visto a Maarake, dove dovrebbe sorgere un campo militare italiano. Si chiama “bomblet”, quasi un vezzeggiativo di “bomb”: cioè “bomba figlia” di una madre snaturata dal nome di cluster. La bombetta impolverata - una comunissima M42, dicono i tecnici – era quasi invisibile fra le stoppie. Ahmed, il coltivatore di angurie, me l’ha indicata raccontando che in genere lui e i suoi familiari danno fuoco a un vecchio copertone e poi lo lasciano sopra la bomba. Per ora ha sempre funzionato. Dove Ahmed e famiglia dovranno ancora lavorare, il campo è seminato di morte, senza motivo. Un jet israeliano lo ha cosparso con il suo grappolo, ma certo le angurie di Ahmed non erano un obiettivo militare. (continua…)
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Saddam Hussein venne ‘torturato’ dai marines con le immagini di ‘South Park’. Il rifacimento cinematografico del 1999 del discusso cartone animato, mostrava le gesta del diavolo che si alleava con l’ex rais per dominare il pianeta e torturare i suoi abitanti.
E’ stato lo stesso Matt Stone, creatore della serie, a dichiararlo al sito web Hollywood.com, raccontando come i marines americani avessero obbligato l’ex dittatore iracheno a “vedere ripetutamente” le immagini, in cui lui era un corpo e un anima con il demonio, proibite in Iraq perché descrivevano Hussein come un omosessuale sadomasochista. “Scommetto che ne è stato molto felice”, ha ironizzato il creatore della serie, che ha prestato all’ex rais la sua voce all’interno della serie. Fonte: Repubblica.it
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Kofi Annan punta il dito contro Israele: nel Libano del sud sono state usate bombe a grappolo. Armi che, ha detto il segretario generale dell’Onu, “non dovrebbero essere usate in zone abitate”. Ma Israele replica: “Abbiamo usato bombe conformi alle convenzioni” .
Ma l’Onu rincara la dose: Tsahal avrebbe disseminato intere aree del Libano di ‘cluster-bombs’, ordigni che disseminano sull’obbiettivo decine di mini-bombe che esplodono in un secondo tempo. “Dal cessate il fuoco del 14 agosto secondo l’esercito libanese, 11 persone sono state uccise e 50 ferite da ordigni inesplosi, per la maggior parte bombe a grappolo”, fa sapere in una nota, l’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati (Unhcr). (continua…)